Rete display o rete ricerca? Qual è l’opzione migliore?

di Gianpiero Bitetti di BriefMe.it

Ecco l’ultimo estratto dal corso Digital Ads – l’advertising su Facebook e Google di Gianpiero Bitetti, in partenza il 30 marzo per Krill Academy.

Google Ads, la piattaforma pubblicitaria di Google, permette di inserire spazi pubblicitari all’interno delle pagine di navigazione.  Uno dei grandi vantaggi di questa piattaforma, oltre quello di monitorare costantemente e in tempo reale le performance delle campagne, è la capacità di intercettare la domanda consapevole e latente degli utenti attraverso l’utilizzo di due reti: ricerca e display.

Quando si sceglie la rete ricerca, si ha come obiettivo quello di intercettare le intensioni di ricerca (o i bisogni) degli utenti attraverso l’utilizzo di parole specifiche. Un utente che è in questa fase del customer journey, sa perfettamente il nome della cosa o del servizio di cui ha bisogno, pertanto inserirà parole specifiche nella barra di ricerca.  L’inserzionista quindi, deve inserire le stesse parole per attivare gli annunci e, di conseguenza, le campagne: più queste parole saranno specifiche e in linea con le ricerche dell’utente, maggiori saranno le probabilità di conversione.

L’annuncio della rete ricerca può apparire in forma testuale, oppure accompagnato da un’immagine (annunci shopping).

In questo caso, la prerogativa dell’inserzionista è intercettare una necessità e apparire nell’esatto momento in cui l’utente ha un bisogno da soddisfare. Date le elevate probabilità di conversione, il costo delle campagne è maggiore rispetto le altre opzioni disponibili.

La rete display, invece, non risponde ad un esigenza specifica dell’utente ma, al contrario, stimola la domanda latente verso un prodotto, un servizio o un brand non ancora conosciuto dall’utente.

La rete ricerca dunque, permette di intercettare l’utente in base:

  • alle keyword utilizzate
  • all’area geografica
  • alla lingua utilizzata
  • all’età, sesso o stato parentale (anche se è possibile farlo solo se l’utente è registrato in Google)
  • al remarketing

La rete display, oltre ad utilizzare i parametri previsti dalla rete ricerca, ha la possibilità di intercettare l’utente:

  • in base al posizionamento, cioè far comparire l’annuncio in pagine specifiche;
  • per categorie di interessi, ricavati da Google in base alle ricerche effettuate dagli utenti negli ultimi 30 giorni;
  • per categorie di argomenti, identificate in base alle pagine visitate dall’utente negli ultimi 30 giorni.

La rete display prevede due modalità di funzionamento della selezione del target per keyword: la prima considera le keyword scelte per selezionare gli utenti che hanno cercato parole simili a quella utilizzata, mentre la seconda considera le keyword in base all’attinenza con i contenuti della pagina e ignora gli interessi degli utenti.

Questi due strumenti, se utilizzati correttamente, hanno la capacità di intercettare gli utenti in momenti differenti del loro customer journey, fornendo loro le informazioni giuste in relazione al momento.

Ad esempio: la rete ricerca, che risponde ad un esigenze specifica, potrebbe rilevarsi un ottimo strumento per aumentare le vendite o generare nuovi lead. La rete display, invece, non risponde ad un bisogno, ma al contrario stimola la domanda verso un prodotto/servizio non ancora ricercato. È utile utilizzare questa opzione se l’obiettivo è quello di aumentare la notorietà di un’azienda o di un brand.

Avete letto la terza e ultima anticipazione del corso Digital Ads – l’advertising su Facebook e Google di Gianpiero Bitetti in partenza il 30 marzo per Krill Academy. Le iscrizioni si chiuderanno tra qualche ora. 

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